LA PAGELLA DELLE GIORNATE FLESSIBILI
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Di recente nel nostro liceo c’è stato un evento molto atteso dagli studenti quanto aborrito dai professori: le Giornate Flessibili. Abbiamo sentito delle opinioni molto discordanti, da coloro che (in maggioranza professori) criticavano aspramente l’organizzazione o persino le giornate e i corsi stessi, a quelli che (in maggioranza studenti ma sorprendentemente anche qualche professore) invece non facevano che riempire di lodi i nostri rappresentanti d’istituto nonché organizzatori.
Come recita un vecchio proverbio, però, “la virtù sta nel mezzo”, infatti nonostante le gravi lacune nell’organizzazione delle giornate, crediamo che gli studenti che gestivano i corsi meritino il nostro grande apprezzamento per la loro bravura. Nella nostra opinione, ci sono stati pro e contro, alti e bassi nello svolgimento di queste giornate, e cercheremo di analizzare tutti questi punti in questo articolo-recensione.
Partiamo dal problema più grande di tutto questo evento, che ha le sue radici ancor prima delle giornate stesse: l’organizzazione. Già l’iscrizione ai corsi risultava veramente problematica: i rappresentanti d’istituto avevano diffuso un collegamento al sito in cui era possibile inserirsi nei corsi ai rappresentati di classe, che lo avevano (distrattamente, almeno nel nostro caso) inserito all’interno del gruppo Whatsapp della classe (che, ricordiamo, dal punto di vista istituzionale non ha il minimo valore. Quindi anche chi non ci è dentro, per scelta o per altri motivi, dovrebbe avere egual diritto di scegliere i propri corsi: cosa che non è avvenuta e questo è grave).
Fatto sta che la finestra di tempo in cui era possibile effettuare l’iscrizione era molto limitata, come anche il preavviso dato sull’esistenza del link, che in molti casi è finito ingloriosamente sepolto da una marea di messaggi nella maggior parte dei gruppi classe, lasciando molte persone confuse su come trovare tale collegamento mentre il tempo per utilizzarlo scadeva. Molte persone, noi compresi, si sono ritrovati ad essere inseriti nei corsi che avevano totalizzato meno iscritti e lo hanno saputo (nel migliore dei casi) la sera prima spesso senza conoscere nemmeno l’aula in cui il corso si teneva.
Se dovessimo valutare questo punto, daremo senza ripensamenti un’insufficienza grave, un 2: e sarebbe anche piuttosto abbondante.
Dopo aver lungamente trattato un punto negativo, proveremo a parlare di uno positivo: i corsi tenuti da studenti o insegnanti. Almeno per i corsi da noi seguiti, gli studenti o i professori che li gestivano erano molto organizzati e ci hanno saputo insegnare e intrattenere veramente bene, nonostante molti dei presenti non fossero così entusiasti di quello di cui si parlava, proprio a causa del fatto che non avevano potuto effettuare le iscrizioni nel breve tempo stabilito.
Alla bravura degli studenti e insegnanti che tenevano i corsi nonostante le avversità, diamo felicemente un bell’8 e mezzo.
Tornando sempre sul problema dell’organizzazione, anche durante le giornate stesse non era proprio tutto rose e fiori. Nonostante la grande presenza dei rappresentanti all’interno dell’edificio (parliamo della succursale almeno in questo caso), non si è sentita così tanto la loro partecipazione ed il loro aiuto, in quanto molti finivano anche per vederli come dei professori in più che non facevano che “spifferare” chi non era nel corso giusto per fargli dare delle note disciplinari. Dal nostro punto di vista non crediamo che il loro ruolo non fosse così negativo, ma effettivamente non possiamo elogiarli più di tanto proprio perché più di tanto non hanno fatto (dal nostro punto di vista, ricordiamolo).
Valutando questo punto, possiamo assegnare un 6 senza troppi problemi.
Passiamo ad un altro punto positivo, i professori presenti nelle aule riuscivano a riportare la calma se necessario senza intromettersi o impedire la lezione ed addirittura ad interagire in maniera interessata con gli studenti che tenevano la lezione, il che potrebbe sembrare scontato, ma secondo noi è una cosa che merita il dovuto riconoscimento. Anche se ad alcuni la presenza dei professori nelle classi sarebbe potuta sembrare inutile a molti studenti, noi non ne siamo affatto contrari, e anzi la troviamo utile e necessaria.
Ai professori diamo un 7 per quello che hanno fatto anche se molti erano rimasti contrariati dai giorni flessibili.
Aggiungiamo un punto extra per riassumere altre piccole difficoltà non ancora analizzate. Prima fra tutte troviamo quella dei corsi di musica in aule troppo vicine tra di loro. Abbiamo partecipato a ben 2 corsi di musica diversi, e spesso erano posti in aule vicine o addirittura confinanti. Perciò finivano per far sentire la musica in maniera sovrapposta e cacofonica: tale questione, nonostante fosse fastidiosa, è stata più o meno risolta dai nostri studenti. Un altro problema piuttosto grande erano i disordinati spostamenti da un corso al successivo, ma purtroppo quello era inevitabile. E ancora, per concludere, il fatto che molti studenti cercassero di evitare con o senza successo i corsi a cui erano stati assegnati anche se nolenti è soltanto una triste conferma dello scadentissimo metodo d’iscrizione.
Al modo in cui le piccole difficoltà si sono create o sono state trattate diamo un 4 senza troppo dispiacere.
Insomma, questi giorni hanno avuto pregi e difetti, alcuni più notabili ed impattanti di altri, ma oltre a consigliare di migliorare il metodo d’iscrizione per l’anno prossimo, non possiamo lamentarci più di tanto; facendo una media delle valutazioni già date, arrotondiamo il risultante 5 e mezzo ad un più incoraggiante (e carico delle nostre speranze per l’anno venturo) 6.
Alessandro Allegrucci 1N

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