IL CALCIO STORICO FIORENTINO
- redazionesiringa
- Feb 1, 2022
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Updated: Jan 12, 2023

CHE COS’È?
Quale è lo sport più violento della storia? Non sappiamo rispondere con certezza a questa domanda, ma il calcio fiorentino è sicuramente uno dei principali candidati.
Il calcio fiorentino è uno sport a squadre, composte da ventisette giocatori, chiamati anche calcianti. Si svolge all’interno di un campo ricoperto di rena con lo scopo, da parte di entrambe le squadre, di far entrare più volte la palla in rete rispetto all’avversario utilizzando qualsiasi parte del corpo. Tuttavia una differenza fondamentale con il calcio attuale, ben più conosciuto e famoso, che rende questo sport molto più simile a degli sport di contatto come il rugby è la quasi totale assenza di regole per quanto riguarda il contatto fisico: infatti nel corso della partita sono ammessi degli scontri fisici uno contro uno, solo a patto che entrambi i combattenti abbiano accettato la sfida.
ORIGINI E STORIA
Le prime origini di questo gioco affondano le radici nell’antica storia greca e romana, nelle quali abbiamo uno sport estremamente simile al calcio fiorentino, ovvero l’Harpastum (in greco “Sferomachia”), veniva giocato con un pallone su terreno sabbioso, nel quale due squadre di egual numero di giocatori dovevano seguire un regolamento simile a quello del calcio fiorentino. Nonostante ciò le prime fonti che ci descrivono questo sport appartengono al ‘400, periodo storico nel quale i giovani fiorentini lo praticavano con estrema assiduità. Successivamente, per problemi di gestione pubblica, questo sport iniziò ad essere più organizzato e fu giocato solo nelle piazze principali. Le partite venivano organizzate principalmente nel periodo di Carnevale, anche se non mancavano partite importanti in occasione di altre festività. La popolarità di questo gioco gli permise di avere un’enorme espansione in tutto il XVII secolo, ma ciò non evitò la sua decadenza, avvenuta nel secolo successivo, che sfociò nella sua totale scomparsa. L’ultima partita ufficiale è stata disputata nel 1739. Seppure non abbiamo notizie di partite ufficiali organizzate per due secoli, questo sport è rimasto radicato nella memoria collettiva dei fiorentini, in quanto continuarono a praticarlo privatamente. Infine, nel XX secolo, abbiamo una rinascita di questa disciplina, con un torneo svolto nel maggio 1930, che in occasione del quarto centenario dell’assedio di Firenze ha fatto sfidare 4 squadre, una per ogni quartiere storico di Firenze, che continueranno a sfidarsi ogni anno nel periodo di giugno.

REGOLE
Chiaramente un gioco antico come il calcio fiorentino ha subito numerose variazioni per quanto riguarda le regole nel corso degli anni, anche se oggi viene utilizzato un regolamento molto simile a quello in auge nel XVI secolo.
Le partite hanno una durata di cinquanta minuti e si disputano su un campo rettangolare ricoperto di rena; una linea bianca divide il campo in due metà di area uguale e sui due lati del fondo viene montata una rete che circonda tutto il perimetro del campo. Su questo campo si affrontano due squadre composte da ventisette giocatori ciascuna. I calcianti si dividono in quattro ruoli: per ogni squadra si hanno quattro Datori Indietro (portieri), tre Datori Innanzi (terzini), cinque Sconciatori (mediani) e quindici Innanzi o Corridori (attaccanti). L’incontro è diretto dal Giudice Arbitro, aiutato da sei Segnalinee e dal Giudice Commissario. Al di sopra di tutti abbiamo Il Maestro di Campo, che interviene per mantenere l’ordine in caso di battibecchi o scontri andati oltre il regolamento. Dall’inizio della partita i calcianti di entrambe le squadre tentano di depositare il pallone nella rete avversaria, segnando così una “caccia” (l’equivalente del goal calcistico). In caso la palla finisca al di sopra della rete verrà assegnata mezza caccia alla squadra avversaria. Ad ogni caccia segnata le due squadre si scambiano di campo e la squadra vincitrice sarà quella che avrà ottenuto un maggior numero di cacce entro la fine del tempo. Gli avversari si possono placcare e si possono affrontare con degli scontri fisici uno contro uno solo in caso entrambi i giocatori siano consenzienti. Sono vietati scontri tra più di due persone e non si possono colpire persone già a terra per un placcaggio. Inoltre la squadra vincitrice al termine del torneo riceverà come premio una vitella di razza chianina.

Lo schema delle due squadre a inizio partita,
con annessa descrizione dei ruoli
I CALCIANTI
Solitamente i calcianti venivano scelti in piazza prima della partita, ma nelle partite ufficiali la ricerca di giocatori poteva essere molto meticolosa e si svolgeva mesi prima della partita all’interno dei più importanti palazzi cittadini. Infatti, molto spesso, poteva avvenire che scendessero in campo figure di estremo rilievo, come papi o imperatori, i più importanti dei quali furono Cosimo I de’ Medici, Francesco I de’ Medici, Vincenzo Gonzaga, Papa Clemente VII, Papa Leone XI, Papa Urbano VIII e molti altri.
LA PARTITA PIÙ CELEBRE
Sono molte le partite di calcio fiorentino che sono passate alla storia, per un motivo o per un altro, ma nessuna fu mai tanto importante quanto quella svoltasi il 17 Febbraio 1530, durante l’assedio della città: i fiorentini tre anni prima avevano cacciato dalla città la famiglia dei Medici, proclamando nuovamente la Repubblica. Il papa di allora, Clemente VII, appartenente alla famiglia medicea, chiese subito aiuto all’imperatore del tempo, Carlo V, che pose la città sotto assedio nell’estate dell’anno 1529. I fiorentini però non si fecero intimorire e decisero di festeggiare lo stesso il Carnevale, con tanto di partita di calcio fiorentino come segno di sfida nei confronti degli assalitori. Purtroppo, nonostante il coraggio mostrato dai fiorentini, la famiglia dei Medici riuscì a riconquistare le mura cittadine.
Francesco Conti, 3G

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