L'ESPERIENZA DI ALESSIO, MARTINA E ANGELICA TRA DIFFICOLTÀ, IRREGOLARITÀ E SPERANZE
- pubblicazionesirin
- Dec 12, 2025
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Il nuovo semestre filtro per l’accesso alla facoltà di Medicina continua a dividere opinione pubblica, studenti e docenti. Presentato come la riforma destinata ad abolire il numero chiuso e superare il vecchio test, ha invece generato nuove dinamiche competitive, carichi di studio imponenti e – in alcuni casi – perfino controversie sulle modalità di svolgimento delle prove.
Per comprendere cosa significhi affrontare questo percorso, abbiamo raccolto le testimonianze di Alessio, Martina e Angelica, studenti che hanno appena terminato il semestre filtro presso l’Università di Perugia.
Il primo impatto con il semestre è stato, per Alessio, sorprendentemente positivo dal punto di vista umano, infatti alla domanda “Come ti sei trovato durante le lezioni?” ha risposto:
«Personalmente bene, essendo io estroverso ho fatto subito amicizia con altre persone, quindi due mesi di lezione sono stati comunque carini e divertenti. »Una socialità che ha alleggerito un percorso altrimenti estremamente intenso.
Anche Martina sembra essere dello stesso parere di Alessio, dichiarando che vedeva gli altri studenti che hanno svolto l’esame con lei come dei compagni al patibolo:«Mentre svolgevo il test non sentivo questa pressione della concorrenza, ma anzi simpatizzavo con le persone accanto a me che avevano le mie stesse difficoltà.»
Fin da subito, la percezione degli esami è stata caratterizzata da incertezza, soprattutto a causa della varietà dei testi consigliati:«Secondo me le aspettative dipendevano molto dal libro che una persona ha utilizzato […] io personalmente ho utilizzato quello della Edises […] altre case editrici invece davano informazioni un po’ più semplici e basilari.»
Persino gli eserciziari sembravano discostarsi dal livello reale delle prove:«Quello del test universitario era molto più approfondito […] mentre quelli del test erano più facili, per fortuna.»
Anche alcune simulazioni d’esame sembrano aver aiutato, Angelica infatti afferma:
«Non si conosceva nessuna informazione riguardo questo esame, però era molto simile a livello strutturale alle simulazioni che ho fatto su thefaculty.»
Secondo l’opinione di Angelica e Martina però, l’organizzazione delle lezioni non è stata molto soddisfacente:«Non credo che le lezioni fossero molto efficaci, [...] ho avuto dei problemi anche con i professori, perché non mi trovavo molto bene con il metodo di insegnamento di alcuni di loro.»
«Secondo il mio parere le lezioni non sono state molto efficaci, perché essendo una cosa nuova anche per i professori, questi non riuscivano ad organizzare bene gli argomenti e il tempo da dedicargli.»
Il peso del semestre filtro emerge con forza nel racconto dei giovani studenti:
Alessio infatti osserva che:«In un mese e mezzo praticamente noi ci siamo ritrovati a fare […] un programma di Chimica, uno di Fisica ed uno di Biologia che si fanno durante cinque anni di Liceo. Tutto compattato in un mese e mezzo.»
E Martina aggiunge: «[...] facendo tutti i giorni due ore di lezione per ogni materia, mantenere la concentrazione per me è stato difficile.»
Una quantità di contenuti che non tutti hanno avuto la possibilità di gestire allo stesso modo:«Uscendo dal Liceo Scientifico ho già una preparazione abbastanza buona […] ovviamente chi veniva da altre scuole non era avvantaggiato, perché partiva quasi da zero.»
Sul piano personale, Alessio racconta con serenità il passaggio dal liceo all’università:«Sei molto più libero, ti organizzi come vuoi e sicuramente un pro dell’università è non essere obbligato a fare materie che non sono nelle tue corde.»
Ma la libertà non ha cancellato il clima competitivo che il semestre filtro inevitabilmente crea: tensione, selezione continua, carichi di studio serrati.Il percorso prevedeva tre discipline cardine: Chimica, Biologia e Fisica, tutte affrontate con un grado di approfondimento elevatissimo.
Alessio infatti aggiunge: «Chimica aveva un programma molto esteso, in Biologia sicuramente più difficile è stato ricordarsi tutti i nomi dei complessi proteici, in Fisica la difficoltà era la quantità di formule e sapere in quali condizioni usarle.»
Martina e Angelica hanno opinioni contrastanti al riguardo. Infatti, mentre Martina afferma che la materia che l’ha messa più in difficoltà è stata Fisica, spiegando il motivo: «soprattutto perché il tempo era poco e c'erano tanti calcoli da fare», Angelica dice:«Per me la materia più impegnativa è stata Chimica, specialmente la parte di Chimica organica, che entrava molto nel dettaglio».Una prova non solo teorica dunque , ma soprattutto mnemonica.
Nonostante la forte pressione, gli esami finali si sono rivelati più accessibili delle attese degli studenti:
«Per fortuna è meglio di come me l’aspettavo, oggettivamente era un esame fattibile. Un compito di quinto superiore, ma più approfondito.» riporta Alessio.
«Sono andata a fare quell’appello solamente per vedere come erano strutturati l'esame e le domande. Me lo immaginavo con domande più complicate e specifiche, mentre in realtà sembravano abbastanza moderate», dice invece Martina.
Angelica aggiunge:«Non è stato molto complicato, pensavo che sarebbe risultato più impegnativo».
Un sollievo condiviso da molti dei candidati.
Il pomeriggio successivo agli esami, sui social sono circolate foto e testimonianze di presunte copiature e uso dei telefoni in alcuni atenei. Una notizia che ha scosso profondamente chi aveva affrontato la prova in condizioni molto più rigide.
Alessio racconta:«A Perugia sono stati fatti dei controlli abbastanza accurati, telefoni chiusi dentro sacchi di plastica […] molto, molto rigoroso.»
La reazione alla scoperta delle irregolarità però è stata di amarezza:«Venire a sapere nel pomeriggio che tutti gli sforzi che hai fatto sono stati smontati da persone che avevano copiato è molto scoraggiante.»
Martina appare delusa da quanto successo durante gli esami: «Non ritengo corretto che abbiano copiato alle prove, e penso che non sia giusto nei confronti delle persone che hanno fatto l'esame correttamente».
Un sentimento condiviso da molti studenti che ora temono l’ingiustizia di una graduatoria influenzata da comportamenti scorretti.
Angelica invece, ci dice che non crede che chi ha copiato la farà franca:«Io in realtà avevo il presentimento che sarebbe successo. Ovviamente Medicina è difficile e di conseguenza chi è bravo continuerà e alle persone che hanno copiato risulterà molto più pesante e credo che dureranno poco».
Sulle finalità e sugli effetti della riforma, il giudizio di Alessio è netto:«Questa riforma era stata presentata come l’abolizione del numero chiuso, ciò non è stato, il test è stato semplicemente spostato di 3–4 mesi.»
Accanto ad alcuni elementi positivi – come le lezioni strutturate – emergono problemi organizzativi e una pressione eccessiva sugli studenti,
infatti secondo Alessio «La quantità di informazioni era estremamente elevata […] molte persone sul piano mentale hanno lasciato.»
Angelica aggiunge:«Secondo me sarebbe stato più efficace se avessero adottato il metodo degli anni precedenti [...], non solo c'è molta ansia, dovuta anche alla competizione, ma anche un notevole stress dovuto al fatto che si debba imparare un gran numero di cose in soli due mesi».
Il nuovo sistema espone inoltre gli studenti a un rischio drastico: Alessio infatti racconta:«Adesso chi non prende 18 in tutti e tre gli esami è fuori anche dal corso affine, come se ti buttassero in mezzo alla strada per la restante parte dell’anno.»
Martina concorda con Alessio:«Il 10 dicembre ci daranno le risposte e successivamente si farà la graduatoria: chi si sarà classificato sarà dentro, chi invece non sarà passato avrà praticamente perso un anno di università».
In conclusione, il giudizio complessivo dei giovani studenti è critico, ma non totalmente negativo:
Alessio ha ancora speranza che le cose migliorino «Sicuramente spero che aggiustino qualcosa per provare a renderlo decente […] al momento non è sostenibile da tutti.»
«Secondo me sarebbe stato più efficace se avessero adottato il metodo degli anni precedenti», afferma invece Angelica.
Le testimonianze di Alessio, Martina e Angelica offrono uno sguardo diretto e onesto sul semestre filtro, un sistema che, nonostante le intenzioni, si presenta ancora come una selezione rigida, ineguale e in alcuni casi disorganizzata. Le promesse di un accesso più equo a Medicina sembrano, per ora, lontane dalla realtà vissuta dagli studenti sul campo.
Un percorso che richiede non solo studio e sacrificio, ma anche la speranza che la riforma venga corretta per garantire una selezione più giusta, trasparente e soprattutto sostenibile.
Giulia Bernardini 4^B
Camilla Barbato 2^D




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